GUIDA ALLA TARI 2014

 
GUIDA ALLA TARI 2014
 
DISCIPLINA PER L'APPLICAZIONE
DELLA TASSA SUI RIFIUTI  
 
TARI - MODULI ATTI E DOCUMENTI
 
SCADENZE DA OTTOBRE A DICEMBRE 2014
 
MODALITA' DI PAGAMENTO: TRAMITE F24 INVIATO DAL COMUNE AL CONTRIBUENTE
 
 
INFO - UTENZE DOMESTICHE ( ABITAZIONI ) : SPORTELLO TRIBUTI PRESSO URP dal Lunedi al Venerdì 9.00 - 12.30 / Martedì anche 15.00 - 17.00 / Giovedì 9.00 - 18.00 
 
INFO - UTENZE NON DOMESTICHE ( ATTIVITA') : UFFICIO TRIBUTI PRESSO MUNICIPIO previo accordo telefonico da fissare negli orari di apertura ufficio ( dal Lunedi al Venerdì 9.00 - 12.30 / Martedì e Giovedì  o tramite mail n.mori@comune.viadana.mn.it
 
INFO TELEFONICHE : 0375.786211 ORARIO APERTURA UFFICI ( dal Lun al Ven 9.00 - 12.30 Mart e Gio anche pom 15.00 - 17.00)   Oppure :  n.mori@comune.viadana.mn.it o clicca QUI
 

 
GUIDA ALLA TARI 2014
 
 
 
DISCIPLINA PER L'APPLICAZIONE
 
 DALLA TASSA SUI RIFIUTI 
 
TARI
 
  
 
DISPOSIZIONI GENERALI
 
 

Disciplina Normativa
 
1.      La Tassa sui rifiuti (TARI), è disciplianta dell’art. 1, comma 639 L. 147/2013, una delle due componenti dell’Imposta unica comunale riferita ai servizi.
 
2.      Costituiscono altresì norme di riferimento le disposizioni di cui all’art. 1, commi da 161 a 170 della L. 296/2006  e la L. 212/2000, recante norme sullo Statuto dei diritti del contribuente, nonché il vigente Regolamento Comunale di Igiene Ambientale.
 
 

Istituzione della TARI
 
1.  A decorrere dal 1° gennaio 2014, è istituita, in sostituzione dei precedenti tributi sui rifiuti applicati dal Comune, la Tassa sui rifiuti (TARI), a copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa pubblica dal Comune nell’ambito del proprio territorio, ai sensi della vigente normativa ambientale.
 
2.  Ai fini dell’individuazione dei rifiuti assimilati agli urbani, si fa riferimento all’apposito elenco riportato nell’ambito del Regolamento Comunale di Igiene Ambientale.
 
3.  L’applicazione della TARI è disciplinata dall’art. 1, commi 641 – 668 L. 147/2013 e successive modifiche ed integrazioni, dalle norme immediatamente operative del D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152 e successive modifiche ed integrazioni, nonché dalle disposizioni dettate dal D.P.R. 158/1999 e dal Regolamento Comunale per l’applicazione della IUC
 

Presupposto oggettivo della TARI
 
1.  La TARI è dovuta per il possesso, l’occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati, esistenti nelle zone del territorio comunale in cui il servizio è istituito ed attivato o comunque reso in via continuativa nei modi previsti dal presente Regolamento e dal Regolamento di gestione.
 
A tal fine, si considerano imponibili tutti i vani comunque denominati, chiusi o chiudibili verso l’esterno, esistenti in qualsiasi specie di costruzione stabilmente infissa o semplicemente posata sul suolo, qualunque ne sia la destinazione e l’uso, con la sola esclusione delle superfici espressamente indicate dal presente Regolamento.
 
Si considerano altresì imponibili tutte le aree scoperte operative, comunque utilizzate, ove possano prodursi rifiuti assimilati agli urbani, con l’eccezione delle aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili e delle aree comuni condominiali di cui all’articolo 1117 del Codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva.
 
2.  La superficie imponibile è misurata sul filo interno dei muri o sul perimetro interno delle aree scoperte. Le frazioni di superficie complessiva risultanti superiori a mezzo metro quadrato si arrotondano ad un metro quadrato.
 
3.  Nelle unità immobiliari adibite a civile abitazione, in cui sia svolta un’attività economica professionale, il tributo è dovuto in base alla tariffa prevista per la specifica attività ed è commisurata alla superficie a tal fine utilizzata.
 
4.  Ai fini dell’applicazione del tributo e dell’individuazione della categoria di appartenenza, si fa riferimento alle diverse ripartizioni interne dell’immobile e, solo ove tale suddivisione non sia possibile, alla destinazione d’uso complessiva e/o prevalente dell’immobile o dell’area.
 
 
 
 

II - SOGGETTO ATTIVO E PASSIVO DEL TRIBUTO
 

 

Soggetto attivo del tributo
 
1.      Soggetto attivo dell’obbligazione tributaria è il Comune nel cui territorio insiste, interamente o prevalentemente, la superficie degli immobili assoggettabili al tributo.
 
 
 

Soggetto passivo del tributo
 
1.  La TARI è dovuta da coloro che occupano o detengono i locali o le aree scoperte di cui al presente articolo, con vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che usano in comune i locali o le aree stesse.
 
2.  Per le utenze domestiche e non domestiche si considera obbligato, in via principale, colui che presenta la dichiarazione relativa all’occupazione, conduzione o detenzione, anche di fatto, dei locali ed aree suscettibili di produrre rifiuti.
 
3.  Per le utenze domestiche, in mancanza dell’obbligato in via principale, si considera obbligato l’intestatario della scheda di famiglia o di convivenza risultante all’anagrafe della popolazione, per i residenti, e il soggetto che occupa, conduce o detiene di fatto i locali o superfici soggette al tributo, per i non residenti.
 
4.  Per le utenze non domestiche si considera obbligato, in mancanza del dichiarante, il soggetto legalmente responsabile.
 
 
III - DETERMINAZIONE E ARTICOLAZIONE DEL TRIBUTO
 
 
Decorrenza del tributo sui rifiuti
 
1.  La TARI è corrisposta in base a tariffa commisurata ad anno solare, cui corrisponde un’autonoma obbligazione tributaria.
 
2.  L’obbligazione decorre dal giorno in cui ha avuto inizio l’occupazione o la detenzione dei locali e delle aree soggette al tributo e sussiste sino al giorno di cessazione dell’utenza, purché opportunamente e tempestivamente dichiarata dal soggetto obbligato.
 
3.  La cessazione nel corso dell’anno della conduzione o occupazione dei locali e delle aree soggetti al tributo, ove non tempestivamente denunciata oppure ove la denuncia sia stata omessa, comporta il diritto alla cessazione dell’applicazione del tributo a decorrere dal giorno successivo alla presentazione della tardiva denuncia di cessazione, ovvero dal giorno successivo all’accertata cessazione da parte dell’Ufficio della conduzione o occupazione dei locali e delle aree scoperte soggetti al tributo.
 

Calcolo della tariffa per le utenze domestiche
 
1.   Nelle more della revisione del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158,al fine di semplificare l’individuazione dei coefficienti relativi alla graduazione delle tariffe il comune può prevedere per gli anni 2014 e 2015 l’adozione dei coefficienti di cui all’allegato 1, tabelle 2, 3a, 3b, 4a e 4b, del citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 158 del 1999, inferiori ai minimi o superiori ai massimi ivi indicati del 50 percento e può altresì non considerare i coefficienti di cui alle tabelle 1a e 1b del medesimo allegato 1.
 

Art. 10 – Numero di occupanti
 
1.   Per il calcolo della tariffa di ogni utenza domestica occupata da un nucleo familiare residente nel Comune si fa riferimento, oltre che alla superficie, anche al numero di persone indicato nella denuncia.
 
2.   Il numero degli occupanti l’alloggio è così determinato:
 
·        per i residenti, è desunto d’ufficio sulla base dei dati forniti dall’anagrafe comunale alla data di emissione degli avvisi di pagamento.
 
·        per i non residenti sulla base del numero indicato in sede di denuncia obbligatoria
 
·        per le unità tenute a disposizione, la tariffa è determinata in base alla  tariffa prevista per un occupante.
 
3.   Nel caso di utilizzi temporanei di durata non superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare, ove il conduttore dell’immobile non vi abbia acquisito la residenza, l’obbligo di presentazione della dichiarazione contenente l’indicazione del numero degli occupanti incombe in via solidale sul proprietario e/o titolare di diritto reale sull’immobile, in quanto soggetto passivo d’imposta, e sul conduttore dello stesso immobile.
 

 
 

Calcolo della tariffa per le utenze non domestiche
 
1.    Nelle more della revisione del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158,al fine di semplificare l’individuazione dei coefficienti relativi alla graduazione delle tariffe il comune può prevedere per gli anni 2014 e 2015 l’adozione dei coefficienti di cui all’allegato 1, tabelle 2, 3a, 3b, 4a e 4b, del citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 158 del 1999, inferiori ai minimi o superiori ai massimi ivi indicati del 50 percento e può altresì non considerare i coefficienti di cui alle tabelle 1a e 1b del medesimo allegato
 

 
 
Rifiuti Speciali
 
1.      Nella determinazione della superficie dei locali e delle aree scoperte assoggettabili alla TARI non si tiene conto di quella parte delle stesse dove si formano, in via continuativa e prevalente, rifiuti speciali non assimilati agli urbani, al cui smaltimento sono tenuti a provvedere a proprie spese i relativi produttori, a condizione che gli stessi dimostrino l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente.
 
2.      Nell’ipotesi in cui vi siano obiettive difficoltà nel delimitare le superfici ove si formano rifiuti speciali non assimilati, stante la contestuale produzione anche di rifiuti speciali assimilati, l’individuazione delle stesse è effettuata in maniera forfettaria applicando all’intera superficie su cui l’attività viene svolta le seguenti percentuali, distinte per tipologia di attività economiche:
 
 
 

Attività

Perc. di riduz. superf

lavanderie a secco e tintorie

20%

autofficine, autocarrozzerie, elettrauto

20%

tipografie, stamperie, serigrafie, incisioni, vetrerie artistiche

20%

attività artigianali manifatturiere nelle quali siano presenti
superfici adibite a verniciatura e/o lavorazione superficiale di
metalli e non metalli (quali falegnamerie, carpenterie e simili) .

10%

 
 
 
3.      Per eventuali attività non considerate nel precedente comma si fa riferimento a criteri di analogia.
 
4.      Nella determinazione della superficie tassabile non si tiene conto di quella parte in cui si producono in via esclusiva rifiuti speciali non assimilati agli urbani. In tal caso oltre che alle aree di produzione dal cui utilizzo ne consegue la predetta produzione di rifiuto speciale in via esclusiva,  la detassazione spetta ai magazzini funzionalmente ed esclusivamente collegati al processo produttivo dell’attività svolta dall’utenza. Si considerano funzionalmente ed esclusivamente collegati all’esercizio dell’attività produttive svolta nelle aree di cui al precedente periodo i magazzini esclusivamente impiegati per il deposito o lo stoccaggio di materie prime o di prodotti finiti utilizzati o derivanti dal processo produttivo. Restano, pertanto, esclusi  dalla detassazione quelli destinati anche solo parzialmente al deposito di prodotti o merci non derivanti dal processo produttivo svolto nelle aree di produzione a cui gli stessi sono collegati o destinati alla commercializzazione o alla successiva trasformazione in altro processo produttivo che non comporti la produzione esclusiva  di rifiuti non assimilati da parte della medesima attività.
 
5.      Per fruire dell'esclusione prevista dai commi precedenti, gli interessati devono:
 
a.      indicare nella denuncia originaria o di variazione il ramo di attività e la sua classificazione (industriale, artigianale, commerciale, di servizio, ecc.), nonché le superfici di formazione dei rifiuti o sostanze, indicandone l’uso e le tipologie di rifiuti prodotti (speciali, pericolosi, sostanze escluse dalla normativa sui rifiuti) distinti per codice CER;
 
b.      comunicare entro il mese di gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento i quantitativi di rifiuti prodotti nell’anno, distinti per codici CER, allegando la documentazione attestante lo smaltimento presso imprese a ciò abilitate
 
 
 

Rifiuti speciali assimilati avviati al riciclo in modo autonomo
 
1.      Le utenze non domestiche che avviano al riciclo rifiuti speciali assimilati agli urbani hanno diritto ad una riduzione dal 30 % al  50% della quota variabile del tributo proporzionalmente alla quantità degli stessi che il produttore dimostra di aver avviato al riciclo, direttamente o tramite soggetti autorizzati
 
2.      Per fruire dell'esclusione prevista dai commi precedenti, gli interessati devono:
 
a.      indicare nella denuncia originaria o di variazione il ramo di attività e la sua classificazione (industriale, artigianale, commerciale, di servizio, ecc.), nonché le superfici di formazione dei rifiuti o sostanze, indicandone l’uso e le tipologie di rifiuti prodotti distinti per codice CER;
 
b.      comunicare nel  mese di gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento i quantitativi di rifiuti prodotti nell’anno, distinti per codici CER, allegando la documentazione attestante lo smaltimento presso imprese a ciò abilitate
 
3. Gli avvisi di pagamento sono trasmessi a tariffa intera e la riduzione viene calcolata  successivamente alla presentazione della relativa documentazione sulla base della quantità di rifiuti effettivamente avviati al recupero ;  le somme versate in eccedenza vengono restituite in compensazione sulle somme dovute per l’anno di imposta successivo.
 

 
 

Tributo ambientale provinciale
 
1.    Ai sensi dell’art. 19 del D. Lgs. n. 504 del 30/12/1992 ai soggetti passivi TARI, compresi i soggetti tenuti a versare il tributo giornaliero,  si applica il Tributo per l’Esercizio delle Funzioni di Tutela e Igiene dell’Ambiente ( “Tributo Ambientale Provinciale”), che viene riscosso contestualmente alla TARI.
 
2.      Il tributo provinciale, commisurato alla superficie dei locali e delle aree assoggettabili al tributo comunale, è applicato nella misura percentuale deliberata dalla provincia sull'importo del tributo comunale
 
 ( per il 2014 confermato al 5%)
 

 
 

Esclusione dal tributo
 

1. Non sono soggetti al tributo i locali e le aree che non possono produrre rifiuti per la loro natura;
 
     sono pertanto esclusi:
 
a.      centrali termiche e locali riservati ad impianti tecnologici, quali cabine elettriche, vani ascensori, centrali frigorifere, locali di essiccazione e stagionatura (senza lavorazione), silos e simili, ove non si abbia, di regola, presenza umana;
 
b.      cantine, soffitte, ripostigli, stenditoi, lavanderie, legnaie e simili limitatamente alla parte del locale con altezza inferiore a metri 1,50, nel quale non sia possibile la permanenza;
 
c.       balconi e terrazze scoperti.
 
2.    Sono altresì esclusi, ai sensi di tale disposizione, le parti degli impianti sportivi riservate all’esercizio dell’attività da parte dei soli praticanti, sia che detti impianti siano ubicati in aree scoperte che in locali coperti, mentre rimangono imponibili tutte le superfici accessorie accessibili al pubblico ovvero destinate ad uso strumentale all’attività sportiva ovvero ancora le aree attrezzate per lo svolgimento dell’attività sportiva.
 
3.    Non sono infine soggetti al tributo i locali che non possono produrre rifiuti perché risultanti in obiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell’anno. Sono pertanto esclusi:
 
a. unità immobiliari ad uso abitativo che risultino contestualmente chiuse, disabitate, prive di utenze (acqua, gas, energia elettrica),  mobili e suppellettili.
 
b. fabbricati danneggiati, non agibili, in ristrutturazione e in costruzione, purché tale circostanza sia confermata da idonea documentazione.
 
3.      Le circostanze di cui al precedente comma comportano la non assoggettabilità al tributo soltanto qualora siano indicate nella denuncia originaria o di variazione e debitamente accertate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione.
 
4.    Infine, sono esclusi dal tributo i locali e le aree scoperte per i quali non sussiste l’obbligo dell’ordinario conferimento dei rifiuti solidi urbani e assimilati da avviarsi allo smaltimento, per effetto di norme legislative o regolamentari, di ordinanze in materia sanitaria, ambientale o di protezione civile ovvero di accordi internazionali riguardanti organi di Stati esteri.
 

 
 

Esenzione dal tributo
 
1.  Sono esentati dal pagamento del tributo:
 
a) i locali od aree utilizzate per l’esercizio di culti ammessi nello Stato, con esclusione dei locali annessi ad uso abitativo o ad usi diversi da quello del culto in senso stretto;
 
b) i locali e le aree occupati o detenuti a qualunque titolo dal Comune, adibiti esclusivamente a compiti istituzionali;
 
2.  L’esenzione è concessa su domanda dell’interessato, con effetto dal giorno successivo alla data della domanda, a condizione che il beneficiario dimostri di averne diritto e compete anche per gli anni successivi, senza bisogno di nuova domanda, fino a che persistono le condizioni richieste. Allorché queste vengano a cessare, il tributo decorrerà dal primo giorno successivo a quello in cui sono venute meno le condizioni per l’agevolazione, su denuncia dell’interessato ovvero a seguito di accertamento d’ufficio, che il Comune può, in qualsiasi tempo, eseguire al fine di verificare l’effettiva sussistenza delle condizioni richieste per l’esenzione.
 
 
 

Riduzioni tariffarie per particolari condizioni d’uso
 
1.      A decorrere dalla data di entrata in vigore Regolamento comunale per l’applicazione della IUC , la tariffa si applica in misura ridotta, nella quota fissa e nella quota variabile, alle utenze domestiche che si trovano  condizioni indicate nello stesso.
 
1.      Le riduzioni di cui al comma precedente si applicano dalla data di effettiva sussistenza delle condizioni di fruizione se debitamente dichiarate e documentate nei termini di presentazione della dichiarazione iniziale o di variazione o, in mancanza, dalla data di presentazione della relativa dichiarazione.
 
2.      La dichiarazione presentata successivamente alla data di invio dell’avviso di pagamento ha effetto a conguaglio sull’avviso di pagamento dell’anno successivo.
 
3.    Il contribuente è tenuto a comunicare il venir meno delle condizioni per l’attribuzione dell’agevolazione, nei termini previsti dal presente Regolamento per la presentazione della denuncia di variazione, pena il recupero del maggior tributo dovuto, con applicazione delle sanzioni previste per l’omessa denuncia.
 

 
 

DENUNCIA, RISCOSSIONE, ACCERTAMENTO, RIMBORSI, SANZIONI E CONTENZIOSO
 
 
 

Denuncia di inizio occupazione o conduzione, di variazione e di cessazione
 
1.    I soggetti che occupano o detengono i locali o le aree scoperte devono presentare denuncia, redatta sull’apposito modello predisposto dal Servizio Tributi competente, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui ha avuto inizio il possesso, l’occupazione o la detenzione dell’immobile.
 
2.    La denuncia è obbligatoria nel caso di detenzione o occupazione di qualsiasi tipo di locale o area assoggettabili a tributo, ad eccezione dei soli casi di esclusione previsti dal presente Regolamento, per cui non sia espressamente richiesta la presentazione della denuncia.
 
3.    Ai fini dell’applicazione del tributo, la denuncia, redatta su modello messo a disposizione dal Servizio Tributi competente, ha effetto anche per gli anni successivi, qualora i presupposti e le condizioni di assoggettamento al tributo siano rimasti invariati.
 
4.    Ai fini dell’applicazione del tributo sui rifiuti si considerano le superfici dichiarate o accertate ai fini TARSU/TARES, ove non siano intervenute variazioni tali da incidere sull’applicazione del tributo.
 
5.    Le eventuali modifiche apportate ai locali ed alle aree soggette al tributo devono essere denunciate entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è intervenuta la modifica.
 
6.    La denuncia deve essere presentata:
 
a. per le utenze domestiche:
 
a)      nel caso di residenti, dal soggetto intestatario della scheda anagrafica di famiglia o della scheda anagrafica di convivenza;
 
b)      nel caso di non residenti, dal conduttore, occupante o detentore di fatto;
 
b. per le utenze non domestiche, dalla persona fisica o dal rappresentante legale o negoziale della persona giuridica legalmente responsabile dell’attività svolta nei locali e/o nelle aree scoperte ad uso privato.
 
a mezzo posta raccomandata, a mezzo fax, ovvero avvalendosi delle eventuali modalità telematiche di trasmissione messe a disposizione dal Servizio Tributi competente. All’atto della presentazione della denuncia viene rilasciata apposita ricevuta, mentre, in caso di spedizione, la denuncia si considera presentata nella data risultante dal timbro postale ovvero risultante dalla ricevuta di invio a mezzo fax o tramite strumento telematico, purché in tale ultima ipotesi vi sia prova dell’avvenuta ricezione della denuncia da parte del destinatario.
 
8.  Il contribuente è responsabile dei dati dichiarati e sottoscritti indicati in denuncia. Le modifiche derivanti da errore nella indicazione della metratura che danno diritto ad una minore imposizione hanno effetto dall’anno successivo alla presentazione dell’istanza di rettifica, a meno che il contribuente non dimostri che l’errore non è a lui attribuibile.
 
1.    La denuncia, originaria o di variazione, deve contenere:
 
a. PER LE UTENZE DOMESTICHE:
 
a)      i dati identificativi del soggetto tenuto al pagamento;
 
b)      il numero di codice fiscale;
 
c)      l’ubicazione dell’immobile e delle sue pertinenze, la superficie assoggettabile al tributo e la destinazione d’uso dei singoli locali ed aree e delle loro ripartizioni interne, fornendo eventualmente apposita planimetria in scala, in caso la denuncia sia legata alla variazione della superficie imponibile;
 
d)      la data di inizio o di variazione dell’occupazione, conduzione o della detenzione;
 
e)      i dati identificativi del proprietario o titolare di diritti reali sull’immobile, ove sia diverso dal soggetto tenuto al pagamento, nonché del precedente occupante, ove conosciuto;
 
f)       gli estremi catastali dell’immobile, il numero civico di ubicazione dell’immobile ed il numero dell’interno, ove esistente;
 
g)      eventuali situazioni che possano comportare una riduzione della tariffa;
 
 
 
b. PER LE UTENZE NON DOMESTICHE:
 
a)      i dati identificativi del soggetto dichiarante  (rappresentante legale o Amministratore delegato )
 
b)      i dati identificativi del soggetto che occupa o conduce i locali;
 
c)      il numero di Codice fiscale e Partita I.V.A.;
 
d)      i dati identificativi del rappresentante legale o Amministratore delegato (codice fiscale, dati anagrafici e luogo di residenza);
 
e)      l’ubicazione, la superficie e la destinazione d’uso dei singoli locali ed aree e delle loro ripartizioni interne, fornendo apposita planimetria in scala;
 
f)       la data di inizio o di variazione dell’occupazione, detenzione o della conduzione;
 
g)      i dati identificativi del proprietario o titolare di diritti reali sull’immobile, ove sia diverso dal soggetto tenuto al pagamento, nonché del precedente occupante, ove conosciuto;
 
h)      gli estremi catastali dell’immobile, il numero civico di ubicazione dell’immobile ed il numero dell’interno, ove esistente;
 
i)l’indicazione dei locali e delle aree in cui si producono rifiuti speciali che vengono avviati al recupero o  smaltimento a cura del produttore;
 
j)nel caso di occupazione stagionale che si protragga per meno di 180 giorni l’anno, indicazione della data di inizio e fine occupazione, da comprovare in base all’uso o licenza, da allegare alla denuncia; ove l’occupazione stagionale ricorra anche per gli anni successivi e l’utente ne abbia fatto menzione nella denuncia originaria, non sarà più dovuta denuncia di occupazione per gli anni successivi, sino all’eventuale presentazione di denuncia di cessazione o variazione;
 
k)      l’indicazione delle tipologie e delle quantità dei rifiuti assimilati ai rifiuti urbani avviati al riciclo, direttamente o tramite soggetti autorizzati
 
2.    Il Servizio Tributi competente può intervenire direttamente a modificare gli elementi che determinano l’applicazione della tariffa, limitatamente alle variazioni che derivano da elementi rilevati direttamente dall’anagrafe comunale o dai registri degli Enti pubblici, provvedendo in questo caso a comunicare all’utente interessato l’avvenuta variazione, mediante atto formalmente notificato.
 
 
 

Modalità di determinazione della superficie imponibile
 
1.  In attesa dell’attuazione delle procedure per l’allineamento tra i dati catastali relativi alle unità immobiliari a destinazione ordinaria ed i dati riguardanti la toponomastica e la numerazione civica interna ed esterna di ciascun Comune, al fine di addivenire alla determinazione della superficie assoggettabile al tributo pari all’80% di quella catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al D.P.R. 138/1998, la superficie delle unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel Catasto edilizio urbano assoggettabile al tributo è costituita, al pari che per le altre unità immobiliari, da quella calpestabile dei locali e delle aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati.
 
2.  Ai sensi dell’art. 1, comma 646 L. 147/2013, ai fini dell’attività di accertamento, il Servizio Tributi competente, per le unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel Catasto edilizio urbano, può considerare come superficie assoggettabile al tributo quella pari all’80% della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al D.P.R. 138/1998.
 
3.  A fronte di tale disposizione, ove il Servizio Tributi competente riscontri la presenza sul proprio territorio di unità immobiliari di proprietà privata a destinazione ordinaria la cui superficie catastale risulti superiore a quella denunciata ai fini TARSU o TARES, comprendendo tuttavia nel totale della superficie denunciata anche le parti dell’immobile eventualmente indicate come non suscettibili di produrre rifiuti o esenti dall’imposta, ovvero riscontri la presenza di unità immobiliari di proprietà privata a destinazione ordinaria la cui superficie imponibile non risulti registrata presso l’Ufficio del territorio, il Servizio Tributi competente procede alla modifica d’ufficio delle superfici imponibili, ovvero alla richiesta di presentazione all’Ufficio del territorio della planimetria catastale del relativo immobile, soltanto ove il soggetto passivo d’imposta ovvero il proprietario o titolare di un diritto reale sull’immobile non provveda a presentare apposita denuncia integrativa ai fini del tributo sui rifiuti nel termine di trenta giorni dal ricevimento di apposita comunicazione da parte del Servizio Tributi competente.
 
4.  La previsione secondo cui la superficie di riferimento ai fini del tributo sui rifiuti non può in ogni caso essere inferiore all’80% della superficie catastale viene allo stesso modo utilizzata per l’accertamento d’ufficio in tutti i casi di immobili non denunciati ai fini TARSU o TARES, per i quali il soggetto passivo d’imposta non provveda a presentare apposita denuncia integrativa ai fini dello stesso tributo sui rifiuti nel termine di trenta giorni dal ricevimento di apposita comunicazione da parte del Servizio Tributi competente, ovvero senza necessità di invio di alcuna preventiva comunicazione, nel caso in cui il personale del Servizio Tributi competente non sia stato posto in condizione di accertare l’effettiva superficie imponibile dell’immobile, una volta esperita la procedura di cui all’art. 1, comma 647 L. 147/2013.
 
 
 

Riscossione della TARI
 
1.  La riscossione della TARI è effettuata direttamente dal Comune, in primo luogo mediante l’emissione di avvisi di pagamento bonari, riportanti l’indicazione del tributo dovuto.
 
2.  Il Comune può, in deroga all’art. 52 D.Lgs. 446/1997, affidare l’accertamento e la riscossione della TARI ai soggetti ai quali risultava attribuito nell’anno 2013 il servizio di gestione dei rifiuti.
 
In deroga all’art. 52 D.Lgs. 446/1997, il versamento del tributo è effettuato mediante modello F24, secondo le disposizioni di cui all’art. 17 D.Lgs. 241/1997, nonché tramite apposito bollettino di conto corrente postale, al quale si applicano le disposizioni di cui all’art. 17 D.Lgs. 241/1997, in quanto compatibili, ovvero tramite le altre modalità di pagamento offerte dai servizi elettronici di incasso e di pagamento interbancari e postali.
 
Bilancio di Previsione. Sarà possibile il pagamento in un’unica soluzione alla scadenza indicata per la prima rata.
 
5.  In caso di omesso/parziale versamento degli importi indicati come dovuti nell’avviso di pagamento, il Servizio Tributi competente procede ad emettere atto formale di richiesta di pagamento da notificarsi al contribuente, i cui importi sono riscossi in una rata unica, alla scadenza perentoria indicata nella richiesta di pagamento.
 
6.  L’atto formale di richiesta di pagamento notificato al contribuente riporta gli estremi per l’eventuale impugnazione da parte del destinatario ed, una volta diventato definitivo senza che il contribuente abbia provveduto al versamento degli importi dovuti, costituisce titolo esecutivo per la riscossione forzata da parte del Comune.
 
7   In caso di omesso/parziale o tardivo versamento a seguito della notifica di formale richiesta di pagamento, il Servizio Tributi competente procede, nei termini di legge, all’emissione di apposito atto di irrogazione della sanzione per omesso/parziale versamento, anche unitamente al provvedimento di riscossione forzata degli importi dovuti.
 
8.  In caso di omesso/parziale versamento anche a seguito della notifica di tale atto di irrogazione della sanzione, la riscossione dei relativi importi potrà essere effettuata mediante esecuzione forzata da promuoversi a seguito della notifica di ingiunzione fiscale ai sensi del R.D. 639/1910, seguendo anche le disposizioni contenute nel Titolo II del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 602, in quanto compatibili.
 
 
 

Minimi riscuotibili
 
1.  Gli incassi a titolo ordinario non vengono effettuati qualora le somme siano inferiori o uguali ad € 1,00 per anno, fatte salve le somme dovute a titolo di tributo giornaliero sui rifiuti, per cui si riscuote l’importo dovuto in base a tariffa senza applicare minimi.
 
 
 

Art. 24 – Funzionario responsabile
 
1.  Il soggetto a cui è affidata la riscossione del tributo designa il funzionario responsabile a cui sono attribuiti tutti i poteri per ogni attività organizzativa e gestionale, compreso quello di sottoscrivere i provvedimenti afferenti a tali attività (compresi i rimborsi), nonché la rappresentanza in giudizio per le controversie relative al tributo stesso.
 
 
 

Art. 25 – Mezzi di controllo
 
1.  Ai fini della verifica del corretto assolvimento degli obblighi tributari, il funzionario responsabile può inviare questionari al contribuente, richiedere dati e notizie a uffici pubblici ovvero a enti di gestione di servizi pubblici, in esenzione da spese e diritti, e disporre l’accesso ai locali ed aree assoggettabili al tributo, mediante personale debitamente autorizzato e con preavviso di almeno sette giorni.
 
2.  In caso di mancata collaborazione del contribuente od altro impedimento alla diretta rilevazione, l’accertamento verrà fatto sulla base di presunzioni semplici con i caratteri previsti dall’art. 2729 cod. civ., fatta salva l’applicazione d’ufficio della previsione contenuta nell’art. 1, comma 340 L. 311/2004.
 
3.  Il potere di accesso alle superfici imponibili è esteso agli accertamenti ai fini istruttori sulle istanze di esenzione, detassazione o riduzione delle tariffe o delle superfici.