S. MARIA MADDALENA - Bellaguarda

La distanza dalla parrocchiale, S. Pietro prima e S. Matteo poi, ha sempre favorito il funzionamento di un oratorio a Bellaguarda. La prima dotazione significativa giunse al tempo della terribile peste. Il 22 maggio del 1630, Pietro Romani, facoltoso del luogo, testando a favore dei fratelli, lasciò un beneficio a S.Maddalena, dipendente ovviamente da S.Matteo. Contemporaneamente fece studiare un famiglio, Matteo Genovesi, che diventò chierico. L'anno seguente morirono anche i fratelli Romani senza eredi. Il beneficio, non ancora operante, passò ai Guidoboni in quanto Francesco, uno dei dodici figli di Pietro, premorti al padre, aveva sposato Elisabetta Guidoboni. Fabrizio, morto nel 1634 lasciò legatario il proprio figlio Cesare, che fece erigere finalmente il beneficio quasi parrocchiale col diritto di nomina del rettore. Il primo di questi fu quel Matteo Genovesi che nel frattempo era stato ordinato sacerdote. Il Guidoboni aveva sposato Laura Vincenzi, di Vincenzo, che gli diede un'unica figlia. Questa unita in matrimonio con Bonifazio Di Bagno ebbe a sua volta due figlie: Barbara e Cecilia. La prima si accasò nel 1669 col principe Gilberto d'Austria di Correggio e la seconda, con Federico Gonzaga di Luzzara. Il beneficio toccò a Barbara che ebbe, ancora, due figlie, Isabella poi monaca, e Margherita che nel 1708 abbinò il beneficio alla cappellania della Madonna del Pilastro in S.Maria Ann. di Viadana. Margherita sposò il marchese Fabio Fabri il quale sembra cedesse il patronato al Vescovo di Cremona. Notizia che contrasta con quella secondo la quale Anna d'Austria di Correggio nel 1763 fosse in lite col parroco di S.Matteo. Il beneficio fu poi soppresso verso la fine del secolo XIX. L'oratorio di S.Maria Maddalena fu ampliato nella seconda metà dell'Ottocento a spese della popolazione. Dopo l'erezione di Bellaguarda a parrocchia il 6.12.1919, si costruì la nuova chiesa ed il vecchio oratorio fu adibito a scuola, poi ad ambulatorio medico e a centro giovanile.