S. GIOVANNI BATTISTA - Banzuolo

Villa Banzuolo è sempre appartenuta al Marchesato di Viadana e perciò ai Gonzaga del ramo principale di Mantova indi all'Impero, mentre ecclesiasticamente soggetta, come ora, alla parrocchia di Pomponesco, Contea, nel periodo che tratteremo, dei Gonzaga di Guastalla. Anche in questa località è sempre esistito un oratorio. Resosi negli anni insufficiente anche per l'aumento dei fedeli, la popolazione di Banzuolo formulò nel 1711 la richiesta all'Imperial Camera di Mantova, affinchè elevasse S.Giovanni a rettoria e concedesse il permesso di riedificare una chiesa più confortevole. Sei anni più tardi il vescovo di Cremona sentenziava che l'istanza doveva essere rivolta a lui e durante la prossima visita pastorale. Questa avvenne nel 1721 col nuovo vescovo Alessandro Litta cui Giovanni Caleffi, Giovanni Baldani e Stefano Cornacchia, benestanti di Banzuolo, rivolsero la domanda. La risposta, che giunse il 20 novembre dello stesso anno, conteneva la concessione dell'ampliamento dell'oratorio, sentito il parere vincolante del parroco di Pomponesco, senza però accennare all'erezione a rettoria autonoma. Naturalmente il parroco Don Pietro Antonio Conca diede parere sfavorevole alla costruzione adducendo la mancanza di garanzie. Queste furono rese dai notabili citati che assicurarono la disponibilità di 80000 pietre, legname, coppi e la somma di lire mantovane 1000, in seguito raddoppiate, più il mantenimento del cappellano. Finalmente appianati i contrasti col parroco, che aveva ostacolato con ogni mezzo la costruzione, prima del 1730 l'oratorio era pronto e agibile. Non si parlò più di parrocchia autonoma e ai Cornacchia, Baldani, Caleffi e loro discendenti, come procuratori della comunità, rimase il privilegio di proporre il cappellano.